Cuba Libre – vivere e scrivere all’Avana – autore Yoani Sánchez

Cuba Libre - vivere e scrivere all'Avana - autore Yoani Sánchez

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Cuba Libre - vivere e scrivere all'Avana - autore Yoani Sánchez
Cuba Libre - vivere e scrivere all'Avana - autore Yoani Sánchez

La diaspora cubana è tornata alla ribalta con prepotenza sui media da quando Barack Obama ha deciso di voler migliorare i rapporti tra Cuba e Usa. Ma anche un’altra vicenda ha arricchito la rassegna stampa nazionale: il successo del blog Generacion Y della dissidente avanera Yoani Sánchez, i cui post (pubblicati settimanalmente sulla rivista Internazionale) sono diventati un libro, da poco uscito nelle librerie italiane. Gli argomenti affrontati in questo testo sono la libertá, la democrazia, i diritti umani negati ai cubani, ma soprattutto mettono in mostra le difficoltà economiche del Paese, le forti contraddizioni, i gravi disagi che vive la popolazione con code ai negozi per la ricerca del cibo, mentre i governanti se la cavano piuttosto bene.
Yoani spiega la sua avventura e i trucchi messi in atto per superare i controlli dello Stato, i pertugi che si è creata per viaggiare in Internet e comunicare con il web a tutto il mondo i suoi pensieri. Tutto questo e molto altro è in Cuba Libre – vivere e scrivere all’Avana di Yoani Sánchez (Rizzoli, 240 pagine. € 17,00), libro tradotto e a cura di Gordiano Lupi, scrittore ed editore che negli ultimi anni si è adoperato moltissimo per diffondere i lavori di autori cubani ma anche per criticare aspramente il regime di Cuba. In questi giorni Lupi si sta facendo in quattro per divulgare l’opera di Yoani e per sollecitare dibattiti in rete (http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/04/18/cuba-libre-vivere-e-scrivere-allavana-di-yoani-sanchez/ ) sui post della giovane ribelle filologa cubana, cui il Governo dell’Avana sembra averle negato il visto per partecipare alla Fiera del Libro di Torino 2009. Che dire ancora dell’opera di Yoani: a parte le innegabili doti letterarie della trentenne cubana, l’unica osservazione che possiamo fare è questa: le assurdità della società cubana ben raccontate non stupiscono però più di tanto coloro i quali da tempo conoscono Cuba, chi la frequenta o l’ha frequentata, ma le stupidità e i controlli di tipo poliziesco (mi sembra di udire la disapprovazione dei difensori della Revolución) ribadiscono situazioni già note e denunciate in molti saggi e anche in romanzi di autori cubani ( e non solo) ispirati alla realtà quotidiana di Cuba. Quindi nulla di nuovo sotto il cielo cubano, ma che non vuol dire togliere meriti alla penna brillante e al coraggio di Yoani per il suo efficacissimo lavoro di denuncia. E lo diciamo senza dibattere su alcuni dubbi che aleggiano (e invece molti si pongono domande sul modo di operare della giovane blogger) e su qualche piccolo mistero o notizie che richiederebbero approfondimenti. Tuttavia riteniamo che l’autrice riesca a spiegare bene alcune perplessità presenti in alcune pagine. Ad ogni modo nell’insieme ci troviamo di fronte a pagine utilissime anche a noi italiani, perchè tra i tanti episodi raccontati da Yoani qualcuno di essi invitano a riflettere oltre che sul sistema Cuba anche su quello Italia, settima od ottava potenza mondiale. Ci sarebbero tanti esempi da fare ma ve ne cito uno: il quadretto umoristico su Lindoro Incapáz (il cognome è già esplicativo) ci fa vedere, e senza eccessiva fantasia, cronache, personaggi, opportunisti e burocrati che possiamo ritrovare anche nel nostro Belpaese (non il prodotto Galbani!), che non è comunista, che è democratico e pluralista, economicamente forte ecc. ecc. A buon intenditor… Per carità con queste parole non si vuole giustificare minimamente il sistema politico e i limiti di Cuba, ma richiamare tutti noi a fare riflessioni più attente e globali, abbassando i toni. Perché un atteggiamento diverso forse aiuterebbe ad affrontare meglio le cause in ballo e a cercarne la risoluzione di qualche punto, spesso dietro l’angolo ma…
Comunque la pensiate, diciamo grazie a Yoani, perchè la sua lotta serve senza alcun dubbio a cambiare registro al nostro mondo moderno, occidentale, democratico, ma dove alcuni diritti (diversi e meno di quelli che richiedono i cubani) sono solo sulla carta e in molti casi non valgono per tutti. Ergo…

EDITORE Rizzoli, 2009
a cura di Gian Franco Grilli

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