Conga Eléctrica

“En Oriente las mujeres son lindas y bailan son” si canta nel brano Cuando Tu Vayas a Oriente che apre l’interessantissimo Conga Eléctrica, (Testa Dura Records, New York), album del gruppo Quimbombó. In queste poche parole avrete riscontrato un concentrato di ingredienti da pensare a un programma tutto cubano, cominciando dal nome del gruppo, ma c’è molto di più. Per il momento, quimbombó: termine ricorrente nella cultura – musicale e non solo – dell’Isla, qui adottato per il nome della band ispirandosi al son omonimo, che il Conjunto Chapottín portò al successo negli anni Cinquanta. Ma le proprietà del quimbombò le ritroviamo sparse nel cd: con potere purificatorio, quelle nella traccia Con El Trapo Rojo, brano salsa-descargache riprende e fa il verso a Santa Palabra (…despojate, quitate lo malo…) di NG La Banda; con componente vegetale per la cucina, nel trascinante Llegaron Las Viandas, un guaguanco con pregon che incrocia diversi stili cubani (ma non solo), dove il testo mette in risalto altri protagonisti della tavola cubana per un menùsaporito. E sabroso è anche tutto il disco con la title track Conga Eléctrica, appunto una conga cubana mescolata a suoni elettrici, da Santana a Zawinul, da Irakere a Miles, accenti siderali e sfumature di folklore latino. L’ensemble Quimbombó è diretto dal bravo musicista , percussionista e arrangiatore newyorchese Nicholas Herman e completato da numerosi strumentisti e cantanti di diversa provenienza e di buona levatura tra cui: Steve Gluzban (tromba), Igor Arias Baró (voce e percussione) Octavio Kotan (chitarra elettrica) Ricky Salas (congas e voce); poi il cubano David Oquendo si distingue come voce leader e chitarrista che vanta collaborazioni importanti e bravi percussionisti brasiliani. Nelle dieci tracce interpretazioni vocali e strumentali autenticamente cubane rimbalzano in primo piano tra son, bolero-feeling (Interludio di C. Portillo de la Luz), rumba, timba ma anche sconfinando nel bossa nova. Infatti, Añorado Encuentro ci accompagna in Brasile: voce, corde e tromba swingano senza risparmio e con sfumatire eclettiche che riportano a guaracha e bolero. Assolo splendido di chitarra ne El Comelón che si incastra magicamente nella complessa poliritmia. Se vogliamo trovare una pecca: varie interpreta zioni vocali sanno di rifacimento, si dovrebbe osare di più per costruirsi un proprio stile e
In sintesi, un album delizioso, brani ballabili, musiche raffinate non solo di impronta cubana, come vi avevo anticipato. Buon ascolto.

Gian Franco Grilli

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