Recensione di Virus : La Nuova Coreografia by Tropical Gem

Con una formazione leggermente ridotta, i Tropical Gem sabato scorso al Palacavicchi di Roma hanno eseguito la loro ultimissima creazione, “VIRUS”.

Il perche’ di tale titolo ce lo spiega Fernando Sosa stesso che, in sottofondo, apre con la sua voce il nuovo spettacolo..”virus” e’ quel qualcosa che attacca l’unita’ di un gruppo, l’armonia quotidiana, le amicizie..e’ quella piccola crepa che silenziosa si apre fino a dividere inevitabilmente una realta’ consolidata, separando e facendo prendere diverse strade ai singoli..come combattere tutto questo?..Semplice, con lo stesso gruppo che facendosi piu’ forte dell’intruso riprende energia e recupera cio’ che aveva perso.

Artisticamente questo e’ quello che ci hanno sceneggiato i nostri beniamini.

Lo spettacolo inizia, Fernando “fuori dalle quinte”, con un’atmosfera serena, una Sandy Ramos che leggiadra va quasi ad infondere tranquillita’ agli altri componenti del gruppo, come si fosse appena alzata in una bella mattina di sole..prendono vita piano piano tutti, guidati da una canzone che evolve in un lento cha cha cha che i protagonisti in sincrono e in maniera piacevolmente pulita e delicata eseguono..in primo piano un Max Tripicchio sempre cosi’..NY..(!)

Ecco che la musica cambia, entra il “virus” Fernando, a toni isterici su una musica completamente a contrasto con la precedente, scandita e dura, esegue questo breve assolo in cui c’e’ da evidenziare una clamorosa spaccata in aria che ci lascia tutti a bocca aperta. E’ scontro verso l’intruso..appare Rafa che duetta in maniera speculare (bellissimo) con/contro Fernando, si aggiungono poi David e Max, le ragazze..niente da fare contro di lui e addirittura, nella piena rappresentazione del male che divide le strade, ruba una componente, la straordinaria Tatiana.

Proprio Taty e Fernando, lei in abito rosso a farci capire l’ormai estraneita’ al suo vecchio gruppo, saranno poco dopo gli esecutori di uno straordinario pezzo a due, tecnicamente eccezionale, di una velocita’ impressionante e, lo ricordo, a piedi nudi!

Lo spettacolo si conclude con il rientro del gruppo, che sembra piu’ forte, ingloba sia lui che la loro componente precedentemente sottratta (che nel frattempo torna vestita come gli atri), e finalmente sull’accattivante ritornello, tornano tutti a ballare in un bellissimo insieme.

Volendo fare un paio di considerazioni, non possiamo non notare il continuo del filone teatrale che in un certo senso si accoda a quello intrapreso da “Fantàsia”. Ho trovato moltissimi richiami a “Extravagancia” e qualcosa anche dello spettacolo con “Ganas” di Ruben Baldes di Fernando e Sandy, sempre nell’ottica di dare volutamente continuita’ storica agli spettacoli Tropical Gem. Questa e’ una bella abitudine che spesso ritroviamo.

Non posso non soffermarmi sull’elevatissima capiacita’ sia tecnica, secondo me ancora accresciuta e non poco (quel pezzo di Fernando e Taty fa veramente impressione per la velocità), sia ad esempio fisica, le spaccate in aria, le prese con spaccata fissa delle ragazze ..ormai gli elementi extra salsa, di danza ecc trovano abitualmente casa nell’operato TG..per non voler parlare inoltre delle tante influenze artistiche che a me pare di notare..io ci ho visto Maykel Fonts, Juan Matos e sicuramente l’ormai mitico Marco B…di lui c’e’ proprio un’impronta definita.

Per concludere grazie ai Tropical Gem cosa ci ritroviamo ad oggi:

1) Spettacoli complessi veramente al di fuori dal comune e sinceramente ogni tanto vedere cose irraggiungibili (anche fisicamente) per la media “umana” delle persone e’ proprio bello nella miriade di “spettacoli” o presunti tali che si vedono in giro;

2) La sensazione e la conferma che i grandissimi non smettono mai di studiare e crescere apprendendo anche dal “collega” della porta accanto, e questa e’ forse la lezione piu’ importante.

Esclavo

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