Cuba

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(c) (p) Putumayo World Music.

Che le compilation, in generale, non soddisfino i palati dei cultori, lo abbiamo detto e ripetuto più volte. Ma, come sempre, ci sono le eccezioni alla regola, come quelle afro-latine che nel corso di questi mesi vi abbiamo proposto e che, stando a segnalazioni ricevute, dimostrano condivisione di giudizio da parte dei lettori.Tra queste compilation spiccano quelle curate da Putumayo World Music su latin jazz e musiche caraibiche e, non per nulla, Cuba (Putumayo) è stato l’album più venduto tra tutte le produzioni della casa discografica newyorchese. A chi fosse sfuggito tale disco (distribuito in Italia nel 2000!), in breve diciamo che sono 10 brani, per una durata totale di ascolto di 49 minuti, estremamente frizzanti, dispensano son, guaracha, guajira, danzón-cha e descarga, e su tutti svettano Campiña, Boliviana, Mami Me Gustó e, tra gli interpreti, Afrocuban Jazz Project (diretto da Maraca), Irakere, Todos Estrellas (canta Pedrito Calvo) e Orquesta Sublime. Album corredato di libretto, grafica elegante, informazioni storico-musicali essenziali (in spagnolo e inglese), note su gruppi e tracce (glissanti, ahinoi! sugli artefici dei solo, unico neo di questa raccolta), credits dei dischi originali e un glossarietto, veramente piccino.

Interpreti e titoli dei brani: 1. Ibrahim Ferrer, Compositor Confundido; 2. Eliades Ochoa y su Cuarteto Patria, Al Vaivèn de Mi Carreta; 3. Septeto Nacional Ignacio Piñeiro, El Adios de Este Momento; 4. Afro-Cuban Jazz Project, Campiña; 5. Orquesta Sublime, Sabroso Como El Guarapo; 6. Mi Son, Mécanica de Amor; 7. Todos Estrellas, Mami Me Gustó; 8. Irakere, Boliviana; 9. Sierra Maestra, El Relój de Pastora; 10. Los Guaracheros de Oriente, Patria Querida.

GianFranco Grilli

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