Intervista a Cesar “Pupy” Pedroso

Al Festival dedicato alla musica cubana, tenutosi al Mulata in Bari, ho avuto
il piacere e il grande onore di intervistare una delle figure più importanti
della musica cubana, il maestro Cesar Pupy Pedroso, una persona molto
disponibile, cordiale e di grande simpatia. Artista già affermato nella storia
musicale dell’isla cubana, sia come pianista che come arrangiatore e
compositore. Figura importante nella 30ennale esperienza con i Los Van Van con i
quali ha scritto circa 150 brani. Dopo l’addio alla band di Formell, il maestro
Cesar Pedroso decise di formare una propria band anche per affermare il suo nome
come direttore d’orchestra di musica popolare, cosi nell’ottobre del 2001
nacquero Pupy y Los Que Son Son.

“Pupy y Los Que Son Son” è una band nata pochi anni, e già conta tanti fans,
secondo lei maestro quale è il segreto di questo successo?

Segreto? Direi che non c’è ne sono, il successo della mia orchestra in così
breve tempo è sicuramente attribuibile alla lunga esperienza personale che si
aggiunge alla straordinaria capacità degli elementi della mia orchestra, inoltre
la lunga esperienza mi permette di capire cosa vuole sentire e ballare la gente,
diciamo che riesco a interpretare bene i gusti della gente, e credo che sia un
fattore fondamentale per un artista.

Lei è un personaggio affermato nella storia della musica cubana come
pianista, arrangiatore e compositore durante i 32 anni di collaborazione con i
Van Van, vincendo anche un Grammy per l’album Llegò Van Van…cosa ci può
raccontare di questa lunga esperienza?

Lavorare con i Van Van, e farne parte per 32 anni è stato come frequentare una
scuola, la miglior scuola esistente…ho imparato tante cose che oggi mi
permettono di lavorare da solo. Con i Van Van ho scritto circa 150 canzoni tra
cui “Seis Semanas”, “ Temba, Tumba y Timba”, “La bomba Soy yo”, “El negro esta
cocinando”, canzoni di cui ho curato anche l’arrangiamento e che mi hanno
permesso di ritirare, insieme ai Van van, un Grammy per l’album “Llegò Van Van”.
Poi in questi 32 anni di scuola ho avuto due grandi maestri della musica come
Elio Revè e Juan Formell, ai quali sarò eternamente grato.

Maestro lei ha intitolato il suo ultimo lavoro “Mi Timba Cerra” che vuol dire
“chiusa”, come mai ha dato questo titolo al suo lavoro?

Ho voluto dare questo nome per un semplice concetto musicale di un disco chiuso,
compatto, come se fosse chiuso a chiave, è un concetto difficile da spiegare, in
quanto…ecco forse ho il termine esatto… “completo” nel senso di formazione,
maturità della mia orchestra. Nel disco ho inserito proprio una tracce con il
titolo “Mi timba cerra”.

Credevo che “Mi Timba cerra” avesse come significato il non voler considerare
altri generi musicali, come il reggaeton o altri generi ancora?

No assolutamente, non sono chiuso verso altri generi musicali, rispetto tutta la
musica…ma continuo per la mia strada, non sento l’esigenza di cambiare anche se
inserirò una parte rap in un vecchio brano dei Van Van, e non avrà niente di
reggaeton
Il reggaeton la considero una moda, come la Lambada, ricordi? Vi fù il boom e
dopo il declinio. Nella mia terra i giovani ascoltano tanto reggaeton, ma questo
viene dall’america…io continuo per la mia strada

Nel corso del concerto lei ha presentato “A la Italia” un brano chiaramente
dedicato all’italia…vuole parlarcene?

A La Italia è un brano scritto dal mio trombettista Leonardo Teruel, che è lo
stesso che ha scritto “Gato por Lievre”, un brano che come già intuite dal
titolo è dedicato al vostro meraviglioso popolo, perché voi italiani siete
quelli che più vi avvicinate alla nostra cultura, al nostro modo di ballare.
Avete assimilato al meglio il ballo rispetto ad altri paesi come America,
Francia, Spagna…riuscite a guidare e esprimervi nella nostra lingua. Voi avete
accettato la nostra musica, noi abbiamo accetato la vostra cucina, pizza,
spaghetti….siete davvero un popolo fantastico.

“A la Italia” sarà contenuta nel suo nuovo lavoro?

Claro Que Si! Al momento abbiamo registrato “A La Italia” e “Cajia Cajia”, il
nuovo lavoro conterrà anche brani del mio periodo con i Los Van Van e altri
inediti. Credo che continueremo a lavorarci dopo la fine del nostro tour, e
potrebbe essere pronto per settembre/ottobre.

* Ringrazio di cuore Carmen per la sua grande collaborazione, e saluto
affettuosamente gli amici che con me hanno condiviso il fantastico concerto:
Antonio, Geppo e Enzo Straniero.

 

Beppe Nebbia

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