Willie Colon – La Salsa con Impegno

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Nato nel Bronx (New York) il 28 aprile del 1950 in una famiglia portoricana,
Willie Colón è riuscito a fondere in una straordinaria carriera il suo immenso
talento musicale con un grande impegno politico e civile.
Nel panorama della musica latina contemporanea rappresenta senz’altro una delle
stelle più luminose, non a caso è considerato una specie d’eroe dal popolo
latino.
Cantante, compositore, arrangiatore, produttore e trombettista, Willie Colon è
un artista poliedrico e versatile che ha iniziato la sua attività nei primi anni
’60. Nella sua carriera, sin dall’inizio, ha sempre bruciato le tappe. A dodici
anni incomincia a suonare la tromba per passare due anni più tardi al trombone.
Inizia a studiare musica quando è già alla guida di una formazione di 14
elementi: i Latin Jazz All-Stars. A diciassette anni viene scritturato
dall’etichetta Fania grazie alla quale può esordire sulla scena discografica con
l’album “El Malo”. I primi successi sono i singoli “Jazzy” e “I Wish I had a
Watermelon”.
Fino alla metà degli anni ’70, Colon si avvale della preziosa collaborazione di
uno dei più grandi cantanti che il mondo latino abbia mai espresso: il
portoricano Hector Lavoe, così virtuoso da essere soprannominato “La Voce”. Il
ruolo di Colon in quegli anni è molto importante perché, tra i primi,
contribuisce a introdurre influenze musicali e musicisti non cubani nella musica
latina e nel Latin Jazz.
I suoi album si contraddistinguono per un’originale e sapiente miscela
multiculturale nella quale si rintracciano (e a volte sono palesemente presenti)
elementi della musica brasiliana, cubana, caraibica, panamense e finanche delle
nenie africane. Per la realizzazione del brano “La Murga”, che diventerà un suo
cavallo di battaglia, si avvale della collaborazione del musicista panamense
Yomo Toro. Ha usato il ritmo “Bomba” di Puerto Rico e il jazz, registrando un
pezzo con il chitarrista di Sha Na Na Elliott Randall.
Le canzoni di Colon rivelano una spiccata sensibilità sociale, parlano della
violenza nelle strade e di politica, hanno testi taglienti, pieni di un’ironia
che spesso sfocia nella satira.
Tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli ’80 Colon amplia l’orizzonte dei
propri esperimenti musicali. Lascia la sua band nelle mani di Lavoe e si dedica
alla collaborazione con un artista dotato di una sensibilità molto vicina alla
sua: Ruben Blades, per il quale produce due album di successo. In quegli anni
inizia a lavorare anche con la grande cantante Celia Cruz.

Nel 1978 Colon viene eletto Musicista (ma anche produttore, arrangiatore e
trombettista) dell’Anno dai lettori di un noto giornale newyorkese e si ripete
nell’81 ottenendo il premio questa volta “solo” in qualità di musicista. Nello
stesso anno con “Fantasmas” vince l’Album dell’Anno.
Negli anni ’80, procedendo con un ritmo febbrile, lavora con Ismael Miranda,
Lavoe, Cruz e Blades. Nel 1982 vince un Grammy con l’album “Canciones del Solar
de los Aburridos” realizzato con Ruben Blades.
Mentre Blades e Lavoe decidono di intraprendere la propria strada, Colon
prosegue con la sua personale ricerca di nuove forme espressive oltrepassando i
confini della musica Latina: registra canzoni di Jacques Brel, Carole King and
Mark Knopfler, mette in piedi una big band, registra canzoni del compositore
brasiliano Caetano Veloso e di Wally Salomao, i suoi stessi testi si fanno
sempre più apertamente politici e satirici.
Verso la fine degli anni ’80 produce i dischi di Hector Lavoe e Celia Cruz e
ottiene un personale successo con il brano “Set Fire To Me”. Nella sua carriera
artistica complessivamente ha realizzato più di 39 produzioni che hanno venduto
oltre 10 milioni di dischi in tutto il mondo. Come direttore dell’orchestra “Legal
Alien” ha conquistato 11 nomination ai Grammy, 15 Dischi d’Oro e 5 di Platino.
Willie Colon rappresenta senza ombra di dubbio una delle voci più
rappresentative del variegato mondo ispanoamericano. Il suo instancabile impegno
a difesa dei diritti umani e dell’identità culturale dei latini gli è valso
riconoscimenti e incarichi ai più alti livelli della società civile
statunitense.

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