Intervista a JORGE LUIS PILOTO

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Dopo la scomparsa del “Rey De la Letra”
Tite Curet Alonso, il più grande compositore mai esistito, altri grandi artisti
stanno seguendo le orme del maestro. Sono persone che vivono all’ombra dei
cantanti ma che dalla loro penna escono quei brani che possono essere il
successo o il flop, la croce o la delizia per qualunque interprete. Uno di
questi, oltre ai colleghi Omar Alfanno e José Maria Jimenez, è sicuramente Jorge
Luis Piloto, uomo di mezz’età che è già entrato nel circolo dei grandi per aver
immortalato pezzi unici come “Perdoname” di Gilberto Santarosa o “No me
Acostumbro” di Rey Ruiz, anche se la lista sarebbe molto più lunga.
Vi proponiamo qui sotto una breve intervista concessa ad un settimanale
statunitense che racconta molto brevemente la sua storia e con chi ha lavorato.

Quali sono le sue origini? 
Sono nato a Cardenas, Cuba, e venni negli Stati Uniti a 25 anni. Senza conoscere nessuno, senza avere con me la mia famiglia, cominciai la mia vita a Miami lavorando nel Herald e dopo caricando e scaricando valigie in aereoporto al JFK di New York.

Come iniziò a scrivere?
Non fui realmente mai sicuro di poter scrivere canzoni. Nessuno della mia
famiglia lo faceva. In realtà mi resi conto solo dopo, grazie ad un mio amico
che mi conosceva bene, e mi disse che avevo le attitudini adatte per farlo.
Così, a 13 anni incominciai a scrivere ma senza un fine commerciale. Fu solo
quando arrivai negli Stati Uniti che incominciai ad adattare tutto quello che
scrivevo ad un livello commerciale e pratico.

Chi le incise i suoi primi temi?
Lissette mi registrò il mio primo tema “Las Noches”. Anche Lissette registrò
un duo con Willie Chirino, “Enamorado”.
Fu invece un altro tema, “A Veces” quello che mi spalancò le porte e così molti
artisti di Porto Rico incominciarono a chiedermi di scrivere loro delle canzoni
e così cominciò la mia carriera di compositore.

A quali artisti ha scritto canzoni nella sua carriera?
Luis Enrique, Óscar D`León, Gilberto Santarosa, Olga Tañón, Jaci Velásquez,
Ednita Nazario, Frankie Negrón, Tito Nieves, Rubén Blades, Miami Sound Machine,
José Feliciano, Cristina Aguilera, e Celia Cruz col tema “Que me den Candela”.

Che altri lavori ha eseguito per l’industria discografica?
Lavorai con la Sony Discos come Art dirctor per 8 anni sotto il comando di
George Zamora. Per evitare conflitti di interesse, egli lavorava con artisti in
ascesa come Rey Ruiz e La mafia. Io con quelli già di successo.
Poi lavorai come consulente in WEA Latino quando George Zamora cambiò casa
discografica.

Che consiglio dà agli compositori?
Che siano autentici e sinceri nel messaggio che vogliono dare nella canzone.
Che imparino da altri compositori più esperti e che ascoltino i consigli,
specialmente dalle persone che vedono in loro artisti del futuro non riempendoli
di lodi ma dandogli continuamente critiche costruttive.

Recentemente che artisti ha seguito?
Julio Iglesias, Jordy, Luis Fonsi, Yolandita Monge e Pilar Montenegro

Come si descrive come persona?
Sono abbastanza umile ed insicuro in quanto alla mia carriera da
compositore. Non chiedo di essere famoso come i cantanti che interpretano le mie
canzoni. Mi definisco una persona con i piedi per terra che si dedica solamente
a scrivere.

Fabrizio Zoro

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