Polo Montañez

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La musica è nella sua vita essenza e vocazione; Polo Montañez, un interprete cubano orgoglioso delle sue radici, non solo imparò’ a suonare tumbadora, maracas e marimba, ma dal principio lasciò le redine sciolte alla voce della sua anima per plasmare con parole il sentimento dell’uomo appassionato alla donna.
Il ritmo è il meno: bolero, cumbia, guaguanco e son, fanno da sempre parte del suo repertorio, nel quale e’ compreso “Guajiro Natural”, lavoro discografico nel quale possono trovarsi temi come: Guajiro Natural, Amanece el Nuevo Año, Un Monton de Estrellas, Si se Enamora de mi, tra tanti altri.
Polo Montañez che si chiama in realtà, Fernando Borrego Linares, nacque nella Cordillera del Rosario, Cuba. Di origine carbonera, Polo imparò’ nella veglia della notte ad inebriarsi del profumo dell’alba ed ad assistere con gioia al sorgere del sole sulla cresta della montagna.
Ora a 47 anni ha 106 canzoni “Scritte” solo nella sua memoria perché, questo cantautore, non possiede nessuna formazione musicale accademica né ha conoscenze in merito alla scrittura musicale. I musicisti professionisti che si avvicinarono a lui con l’intenzione di dargli un po’ d’istruzione, desistettero per paura di rovinare il suo talento innato. “Compongo le mie canzoni camminando per la strada, montando a cavallo, sopra ad un trattore. La musa è come un infarto che ti prende dove vuole.
La sua nascita musicale risale a sette anni, quando, accompagnando suo Padre, suonava la chitarra e cantava in feste familiari, tra i boschi e le montagne che lo videro nascere. A 14 anni si era trasformato nel leader del gruppo familiare nelle feste della sua catena montuosa, e nelle serenate.
Nella sua vita aiutò suo padre a raccogliere legna, mungere vacche, tagliò canna e poi se la cavò come topografo affezionato nella costruzione di terrazze e strade. Dal 1994 fino al 1999, Polo ed il suo gruppo avevano un salario del Governo e si presentavano come ente ai turisti che arrivavano alla collina.
“Se non compongo e canto non sono nessuno”, dice Polo Montañez, e la verità è una benedizione, poiché la sua musica è differente e chiara dai primi accordi, è avvincente e naturale, c’evoca fiumi e chitarre, e i suoi testi cantano al fango, al figlio, alla madre, a quello che abbaia ed a quello che vola. E lui canta, non solo con la sua voce, ma anche col suo corpo intero. L’anima della sua canzone gli germoglia del petto come uno stormo di colombe. La sua musica non ammette etichette. Sono melodie che possono identificarsi con le canzoni del posto dove uno nasce o abita, senza importare il paese. È per questo che il suo disco “Guajiro Natural” si è trasformato rapidamente in uno dei favoriti degli amanti della salsa.
Polo ricorda il giorno in che qualcuno lo trovò nel campo per collocarlo nella posizione numero uno delle liste di popolarità in centro e Sud-America al di sopra di Juan Luis Guerra, Alejandro Sanz, Juan Gabriel e perfino a Ricky Martín: “Io stavo in Pinar del Rio, in La Finca del Cusco, La Cañada del Infiel, una zona di monti e fiumi, vivevo molto lontano della città, ma José’ de Silva, presidente di Lusafrica, viaggiò a L’Avana per cercare talenti ed attraverso un amico seppe che io vivevo in una collina e facevo questo tipo di musica; venendo a sapere quello, si precipitò là.”
Dopo questo il resto è storia, dalla sua vita rurale e semplice passo ad una tournee di 20 giorni per la Francia, Portogallo, Belgio ed Olanda, e dopo seppe che il suo nome era più famoso in Colombia che in chiunque altra parte del mondo, compresa la sua affettuosa isola. Fino ad ora ha attraversato già quasi tutto il mondo con le sue tournee promozionali, nonostante la cosa che più gli costa e’ salire su di un aeroplano, conquistando il tanto meritato “Disco di Platino” in Colombia, la città dove più successo ha avuto la sua musica, ma nonostante abbia viaggiato tanto, lui, non abbandona la sua Cuba, sempre ritorna, perché pensa che Fidel è una meraviglia e che se non fosse per lui sarebbe uscito da Cuba, ha molto da ringraziare alla sua rivoluzione. Egli dice che la gente del suo quartiere, oramai, non lavora più la terra, lo fa una brigata statale e la gente lavora nelle installazioni turistiche del posto.
Senza conoscenze musicali, senza studi, solo con talento e magia, Polo Montañez è ricordato come : “El Guajiro Natural”.

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